“È come ti immagini un gesuita. Colto, arguto, pronto alla battuta. In più è latinoamericano. Dunque, un rigore intellettuale accompagnato da una grande libertà che rende subito evidenti i segni del Vangelo. Così durante le due ore di colloquio a Borgo Santo Spirito, a Roma, sede della Curia generalizia della Compagnia di Gesù, mi è apparso padre Arturo Sosa, il trentunesimo Preposto Generale dei Gesuiti. Il primo non europeo, che proviene, come papa Bergoglio, dalla periferia. E come Francesco consapevole che proprio dalla periferia bisogna guardare per leggere il Vangelo e promuovere il cambiamento”.

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