“È una delle cinque nuove rotte del fundraising mappate nel nuovo numero di VITA. Sono individui che “ci mettono la faccia”, chiedendo soldi a sostegno di un progetto sociale, prevalentemente sfruttando il digitale. 6mila italiani l’hanno già fatto su Rete del Dono, raccogliendo 6 milioni di euro. Chi sono? Avere successo è facile come sembra? I consigli di Valeria Vitali ai personal fundraiser e alle organizzazioni non profit

C’è l’explorer, che lo fa perché ama sperimentare tutto ciò che è nuovo: lo fa per festeggiare una ricorrenza e non ripete quasi mai. C’è il socializer, che lo fa prevalentemente perché raccogliere fondi per una buona causa ha un elemento di divertimento e di gioco, che gli permette di socializzare. Poi c’è l’achiever, con una forte motivazione personale. Infine il killer, che la vede come una sfida personale e che ha spesso una forte coinvolgimento con la organizzazione di cui sostiene la buona causa. Sono questi i quattro profili dei personal fundraiser, ovvero individui che si fanno ambasciatori di una buona causa, invitando i propri amici a donare e donando loro stessi per primi tempo, risorse, relazioni”.

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