I leader liberal non hanno saputo farsi partecipi dell’ansia di milioni di persone per gli sconvolgimenti in corso: guerre, disoccupazione, rifugiati, migrazioni, non hanno saputo indossare un ‘noi’ in cui molti si potessero riconoscere“. Liav Orgad

Mercoledì 4 aprile si è svolto l’incontro, organizzato dalle ACLI di Bergamo, con Luca Comodo – Direttore Dipartimento Politico Sociale di IPSOS.

Una panoramica dettagliata della situazione italiana post voto, in cui si sono analizzate le cause socio politiche che hanno portato all’attuale segmentazione del Paese. I dati hanno mostrato un contesto di preoccupazione riguardo ai temi dell’occupazione e della sicurezza, oltre all’istanza di rinnovamento delle istituzioni.

La preoccupazione degli elettori italiani si è focalizzata soprattutto sull’apertura delle frontiere: è emerso come il tema dell’immigrazione sia in realtà un capro espiatorio di un disagio più ampio che riguarda la globalizzazione e l’apertura ai mercati internazionali.

Il tema del lavoro svalutato e la sfiducia verso le istituzioni hanno contribuito all’esito elettorale, in cui i contenuti dei programmi dei vari partiti sono passati in secondo piano.

Dalle analisi statistiche è inoltre emersa una percezione distorta della realtà, influenzata dai nuovi mezzi di comunicazione: nel 2014, ad esempio, il campione di elettori intervistato valutava intorno al 30% la percentuale di immigrati nel Paese. Il dato reale era del 7%, mentre, ad oggi, è dell’8,2%.

Una nuova ripartizione delle potenze sul mercato internazionale e un occidente ridotto nel suo peso e nella sua egemonia culturale. L’incognita di un’Europa divisa e un concetto di democrazia da rivalorizzare.