La notizia è del 28 dicembre ed è di quelle destinate a fare storia, non tanto per la sua rilevanza penale, quanto per i suoi risvolti culturali, economici, ambientali. Di scena è la Procura di Nanterre che ha deciso di aprire un fascicolo a carico di Epson, Brother, Canon e HP, multinazionali di apparecchiature informatiche sospettate di obsolescenza programmata. Una pratica largamente in uso in tutto il mondo, ma che in Francia è proibita dal 2015, con pene che possono arrivare fino a due anni di reclusione. E dire che nel 1932, tale Bernard London aveva proposto di renderla obbligatoria per legge, come strategia per rilanciare i consumi durante gli anni della grande depressione.

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