Camila Catalella Suazo vive a due passi dal sogno americano. Dal centro per migranti dov’è arrivata qualche settimana fa, nella zona nord di Tijuana, in Messico, le basta guardare in fondo al viale polveroso per vedere la California.

Oltre l’enorme canale prosciugato dove passano la notte migranti e senza fissa dimora, oltre l’imponente barriera di cemento e metallo, c’è San Ysidro: in lontananza si intuiscono i fari degli outlet dei grandi marchi dell’abbigliamento, oltre i quali cominciano i quartieri eleganti con piscine e viali alberati.

Più a nord, a una ventina di chilometri, c’è San Diego. Da questa parte della frontiera la vita si muove intorno ai minuscoli negozi di alimentari e ai bar, ai locali e ai marciapiedi affollati dove a tutte le ore ci sono prostitute. Suazo, 29 anni da San Pedro Sula, in Honduras, si guarda intorno come chi cerca di prendere possesso di una casa dove non vorrebbe vivere.

 

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