Si fa insistente la voce che la ripresa economica è in atto. Ma nel contempo non arrivano notizie utili a indirizzare giovani e meno giovani verso settori che offriranno sicurezza, la sfiducia aumenta e le forze in campo non sembrano avere forza di progettare. L’analisi di don Vinicio Albanesi (Comunità di Capodarco)

Negli ultimi giorni si fa sempre più insistente la voce che la ripresa economica è in atto; più vigorosa di quanto fosse stato previsto. E’ una notizia bella per chi cerca lavoro, per chi ha figli a scuola o è in attesa di pensione. La domanda che incombe – non oziosa – è: “Verso quale direzione?” Probabilmente gli specialisti conoscono quali sono i settori trainanti: il meccanico, il manifatturiero, il sociale, il sanitario, il commercio, il turismo…

A livello di pubblica opinione non arrivano notizie utili a indirizzare giovani e meno giovani verso settori che offriranno occupazione e sicurezza. La politica si è ridotta a slogan: in attesa delle elezioni (imminenti quelle della Sicilia) la discussione avviene con battute, quasi sempre oramai concentrate sull’immigrazione. Mai che nessuno dica gli scenari futuri per una ripresa robusta e seria. Le associazioni di industriali tacciono in attesa di benefit promessi e mai elargiti. Gli artigiani e titolari di piccole imprese boccheggiano sperando di sopravvivere. Non è possibile che nello scenario nazionale non ci sia un luogo, un gruppo, un’occasione per offrire prospettive se non di lunga durata, almeno a medio termine.

 

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