Non so se a tutti è chiaro cosa significa per un terremotato ricevere la sua casetta di legno. Penso al governo, ai responsabili della protezione civile, agli operai che le stanno costruendo; ai dirigenti delle quattro regioni coinvolte; agli stessi terremotati. Non sono solo case e rappresentano solo in minima parte un “ritorno alla normalità”: le casette danno a chi le abita l’opportunità di stringere nuovamente un legame con la propria terra, con le proprie radici.

Da quando a marzo sono state consegnate le prime cento tra Amatrice e Norcia, due dei comuni colpiti dal sisma il 24 agosto del 2016, ogni tanto sono andato a visitarle. Agli abitanti spiegavo che non era mia intenzione cercare il pelo nell’uovo, che volevo solo sapere come si trovavano nelle loro nuove case e magari avere la possibilità di entrare.