Le organizzazioni: no ai poliziotti a bordo con noi e al divieto di trasbordo su altre navi. Venerdì nuovo confronto con gli «emendamenti» delle ong
«Noi agiamo nel rispetto del diritto marittimo e delle convenzioni internazionali e operiamo per salvare vite umane. Diverse asserzioni del Codice di condotta presentatoci dal ministero dell’Interno italiano ci trovano in disaccordo, anzi direi che molti punti sono contro le leggi marittime. Perciò abbiamo già espresso alcune prime obiezioni, che articoleremo dopodomani in un secondo incontro». Sono le sette di sera quando Sandra Hammamy, dell’organizzazione SeaWatch, riassume ai cronisti in attesa fuori dal Viminale gli esiti della riunione appena conclusa.