La linea del giornalista, Pd tendenza Pisapia: ri-statalizzare l’accoglienza e il modello marcia di Milano 

Di sinistra è di sinistra, chiedergli dello ius soli è più che inutile perché il meticciato (la sua riflessione sulle identità: “Tu sei un bastardo”, roba del 2005) è la sua autobiografia. Islam, Italia è stata la sua ultima trasmissione in tv, è pur sempre un socio fondatore del Pd, tuttora in Assemblea nazionale, anche se il Pd così com’è non lo fa impazzire. Politica, preferibilmente a mezzo spin, la fa da sempre, e la sta facendo adesso. E al Foglio dove amiamo sfotticchiarlo per questo oltreché incalzarlo, lo abbiamo definito di recente il Casaleggio di Pisapia. Ma siccome è uomo che adora i traghetti e i ponti, si prova a parlamentare, qui. Scegliendo non un campo neutro ma un argomento importante, e lo mette sul campo lui. L’immigrazione. Gad Lerner col Foglio vuole parlare di immigrazione. Perché ha trovato ragionevoli (non tutte) le cose che ha scritto questo giornale nei giorni scorsi, a proposito della necessità di prendere sul serio i numeri senza demagogia – e rendersi conto che la famosa emergenza è gestibile, senza demagogia – e a proposito di come affrontarla nel suo luogo genetico, che non è la Libia ma l’Africa sub-sahariana. Inoltre, la necessità di un approccio storico. A Lerner è piaciuto anche l’editoriale di domenica di Maurizio Molinari in cui il direttore della Stampa sostiene tra l’altro che l’integrazione dei migranti è un test di crescita per ogni democrazia industriale”, e ricorda il fenomeno dell’emigrazione europea in America. Approcci pragmatici.

 

 

 

 

 

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