Era dal ’79 che non c’era un presidente italiano all’assemblea di Strasburgo. In Commissione e Parlamento, considerando i funzionari con ruoli apicali, siamo il paese più rappresentato dopo la Germania. Ma per essere protagonisti non contano le poltrone, semmai la qualità degli incarichi ricoperti

Un esercito di funzionari italiani. Direttori generali, capi unità, capi missione: erano anni che nelle istituzioni europee non c’erano tanti connazionali. Certo, il semplice dato numerico non basta. Forse bisognerebbe valutare la qualità delle posizioni ricoperte. È su questo piano, del resto, che si stabilisce il peso specifico di un Paese a Bruxelles. Intanto emerge un aspetto inedito. Con buona pace degli euroscettici, negli organismi Ue sventola il tricolore. E così, quando malediciamo la burocrazia europea, spesso finiamo per prendercela con un funzionario italiano.

 

 

 

 

 

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